Fauna
RETTILI e ANFIBI
La specie di maggiore interesse è senz’altro l’endemica lucertola delle Eolie, Podarcis raffonei (Mertens), presente oggi sugli isolotti La Canna (a W di Filicudi), Scoglio Faraglione (a W di Salina), Strombolicchio (a NE di Stromboli) e con modesti nuclei a Vulcano, dove sembra in via di estinzione per effetto della competizione con la lucertola campestre, Podarcis sicula (Rafinesque).
La consistenza numerica delle sue popolazioni ammonta probabilmente a meno di 2.000 individui, distribuiti su tre stazioni isolate tra loro che hanno una superficie complessiva inferiore a 1 ettaro; per tale ragione, questo Lacertide viene considerato una delle specie più minacciate dell’intera fauna italiana e la sua inclusione tra le specie prioritarie in allegato alla direttiva 43/92 è in itinere. Si tratta di una lucertola melanica, geneticamente ben differenziata dalla lucertola campestre (che occupa invece gran parte dell’arcipelago) e più affine alla lucertola siciliana, P. wagleriana Gistel, che sembrerebbe essere l’“antenato” dei popolamenti eoliani.
Attualmente vengono riconosciute due sottospecie: la forma nominale, presente a Strombolicchio, e la ssp. alvearioi (Mertens), cui vengono riferite le restanti popolazioni. L’ecologia e la biologia di questa specie sono oggetto di studio soltanto da pochi anni; come per altre popolazioni microinsulari di lucertole, la dieta include sostanze vegetali, sebbene sia principalmente insettivora; la temperatura corporea registrata negli individui attivi è pari in media a 34-35° C, mentre l’attività è di tipo bimodale in estate e unimodale durante il resto dell’anno; le femmine depongono 4-8 uova due (eccezionalmente tre) volte l’anno; i predatori, infine, sono rappresentati negli isolotti dai falconidi lacertivori (p.e. il gheppio).
Gli altri Rettili dell’arcipelago sono la lucertola campestre, Podarcis sicula (Rafinesque), il geco comune, Tarentola mauritanica (L.), il geco verrucoso, Hemidactylus turcicus (L.), la testuggine di Hermann, Testudo hermanni Gmelin, e un serpente, il biacco, Coluber viridiflavus (Lacépède); la prima, giunta alle Eolie probabilmente a seguito dell’uomo, è presente in tutte le isole maggiori e in numerosi isolotti, dove talune popolazioni che manifestano una certa tendenza all’ipercromatismo sono state descritte come sottospecie distinte.
Tra gli Anfibi, invece, è presente soltanto il rospo smeraldino, Bufo viridis Laurenti, la cui distribuzione attuale sembra circoscritta ai rigagnoli delle sorgenti termali del versante W di Lipari.
UCCELLI
Gli Uccelli sono il gruppo di vertebrati più riccamente rappresentato nella fauna eoliana.
Le specie complessivamente censite sono oltre 200, 47 delle quali nidificanti nell’arcipelago (vedi elenco).
La maggior parte di queste costituisce una presenza stabile, ma alcune (come il gruccione, il balestruccio, la tortora dal collare orientale, la ballerina gialla e la ballerina bianca) hanno colonizzato le isole solo durante gli ultimi anni; per altre, osservate in passato (p.e. la gazza, la ghiandaia marina, la civetta, la sterpazzola), non è stata confermata di recente la nidificazione.
L’avifauna comprende numerosi elementi di notevole interesse conservazionistico: le colonie di falco della regina, Falco eleonorae Gené, contano qui circa 1/5 dell’intera popolazione italiana, che torna a nidificare ogni estate sulle falesie più inaccessibili di alcune isole dopo una lunga migrazione dal Madagascar; la magnanina, Sylvia undata (Boddaert), in contrazione numerica in tutto il Sud Europa, è invece ancora relativamente comune alle Eolie, dove occupa gli ambienti di macchia a erica e corbezzolo.
Tra gli uccelli marini, la berta maggiore, Calonectris diomedea (Scopoli), è presente con un centinaio di coppie nidificanti sulle coste rocciose dei versanti occidentali delle isole, mentre la berta minore, Puffinus yelkouan (Acerbi), sembra più rara e localizzata; l’uccello delle tempeste, Hydrobates pelagicus (L.), è presente con piccoli nuclei e una consistenza numerica probabilmente inferiore alle specie precedenti.
Un altro aspetto di un certo rilievo è costituito dalla posizione geografica dell’arcipelago, posto lungo una delle direttrici di passaggio dei migratori tra l’Africa e l’Europa.
In particolare, la presenza di due piccole aree umide (il lago salmastro di Punta Lingua a Salina, e il pantano dell’Istmo a Vulcano) offre condizioni favorevoli alla sosta di un folto numero di uccelli acquatici e/o limicoli (Anatidi, Scolopacidi, Rallidi, ecc.), che si osservano qui soprattutto da marzo a fine aprile e da fine agosto ad ottobre.
Elenco degli Uccelli nidificanti alle Isole Eolie
- Berta maggiore
- Berta minore
- Uccello delle tempeste
- Poiana
- Falco della regina
- Grillaio
- Falco pellegrino
- Gheppio
- Gabbiano reale mediterraneo
- Piccione selvatico
- Tortora dal collare orientale
- Barbagianni
- Assiolo
- Rondone
- Rondone pallido
- Rondone maggiore
- Gruccione
- Rondine
- Balestruccio
- Ballerina gialla
- Ballerina bianca
- Scricciolo
- Codirosso spazzacamino
- Saltimpalo
- Passero solitario
- Merlo
- Usignolo di fiume
- Beccamoschino
- Capinera
- Sterpazzolina
- Occhiocotto
- Magnanina
- Cinciallegra
- Cinciarella
- Averla capirossa
- Corvo imperiale
- Passera d'Italia
- Passera mattugia
- Passera lagia
- Fringuello
- Verzellino
- Fanello
- Cardellino
- Verdone
- Zigolo muciatto
- Zigolo nero
- Strillozzo
- Calonectris diomedea (Scopoli)
- Puffinus yelkouan (Acerbi)
- Hydrobates pelagicus (L.)
- Buteo buteo (L.)
- Falco eleonorae Gené
- Falco naumanni Fleischer
- Falco peregrinus Tunstall
- Falco tinnunculus Temminck
- Larus cachinnans Pallas
- Columbia livia Gmelin
- Streptopelia decaocto (Frivaldszky)
- Tyto alba (Scopoli)
- Otus scops (L.)
- Apus apus (L.)
- Apus pallidus (Shelley)
- Apus melba (L.)
- Merops apiaster L.
- Hirundo rustica L.
- Delichon urbica (L.)
- Motacilla cinerea Tunstall
- Motacilla alba L.
- Troglodytes troglodytes (L.)
- Phoenicurus ochruros (Gmelin)
- Saxicola torquata L.
- Monticola solitarius (L.)
- Turdus merula L.
- Cettia cetti (Temminck)
- Cisticola juncidis (Rafinesque)
- Sylvia atricapilla (L.)
- Sylvia cantillans (Pallas)
- Sylvia melanocephala (Gmelin)
- Sylvia undata (Boddaert)
- Parus major L.
- Parus caeruleus L.
- Lanius senator L.
- Corvus corax L.
- Passer italiae (Vieillot)
- Passer montanus (L.)
- Petronia petronia (L.)
- Fringilla coelebs L.
- Serinus serinus (L.)
- Carduelis cannabina (L.)
- Carduelis carduelis (L.)
- Carduelis chloris (L.)
- Emberiza cia L.
- Emberiza cirlus L.
- Miliaria calandra (L.)
MAMMIFERI
Molti tra i Mammiferi presenti alle Eolie sono stati deliberatamente e/o casualmente introdotti dall’uomo in varie epoche.
Questa è piuttosto recente per il riccio europeo, Erinaceus europaeus L., importato ad Alicudi durante gli anni Ottanta del XX secolo, dove oggi vive allo stato selvatico.
Molto più antica sembra quella del ghiro, Glis glis L., a Salina, la cui presenza potrebbe essere dovuta alla consuetudine dei Romani di allevare la specie per uso alimentare.
Il nome dialettale di questo Gliride, “surici mastruognulu” (letteralmente “topo furbo”), è comune a quello di un’altra specie appartenente alla stessa famiglia e presente esclusivamente a Lipari, il topo quercino, Eliomys quercinus (L.); la popolazione di quest’isola è stata riferita a una forma endemica, la ssp. liparensis Kahmann, che si differenzia per la colorazione della coda e la maggiore taglia, e la specie risulta oggi estremamente rara, al punto da fare ritenere che possa essersi estinta: l’ultima osservazione certa risale infatti al 1992.
Strettamente legata all’antropizzazione è senz’altro la presenza del ratto nero, Rattus rattus (L.), e del topolino delle case, Mus domesticus (Rutty); quest’ultimo, in particolare, sembra essersi ripetutamente estinto e avere ricolonizzato alcune isole in corrispondenza dell’abbandono degli insediamenti umani che si è verificato durante il Medio Evo.
Un altro Muride, il topo selvatico, Apodemus sylvaticus (L.), alle Eolie sembra esclusivo degli ambienti di macchia alta di Filicudi; altrettanto peculiare è la distribuzione di un piccolo Insettivoro, il mustiolo, Suncus etruscus (Savi), finora accertata per la sola isola di Lipari.
Il coniglio, Oryctolagus cuniculus (L.), è presente invece in tutte le isole e negli isolotti di Basiluzzo e di Dattilo, ma la sua grande diffusione trae origine dai frequenti ripopolamenti a scopo venatorio, effettuati per compensare i picchi demografici negativi dovuti periodicamente alla mixomatosi, una malattia virale che ne decima le popolazioni.
Meno noti sono ancora i popolamenti a Chirotteri, dei quali alle Eolie risultano segnalati il rinolòfo maggiore, Rhinolophus ferrumequinum (Schreber), il vespertilio di Blyth, Myotis blythi (Tomes), il pipistrello nano, Pipistrellus pipistrellus (Schreber), il pipistrello albolimbato, Pipistrellus kuhli (Natterer in Kuhl), il pipistrello di Savi, Hypsugo savii (Bonaparte), il serotino comune, Eptesicus serotinus (Schreber), e il molosso di Cestoni, Tadarida teniotis (Rafinesque).
LA FAUNA INVERTEBRATA
Poco appariscente e spesso trascurata nelle descrizioni dei lineamenti faunistici dell’arcipelago, la fauna invertebrata rappresenta invece il contingente di organismi caratterizzato dalla maggiore diversità e dal più alto tasso di forme endemiche.
Tra i Gasteropodi Polmonati, i due Zonitidi Oxychilus alicurensis (Benoit) e O. lagrecai Giusti sono rispettivamente esclusivi di Alicudi e di Filicudi; il Limacide Limax aeolianus Giusti, invece, è presente in quest’ultima e a Salina; il Coclicopide Hypnophila incerta (Borguignat) è segnalato per tutte le isole a eccezione di Vulcano e di Alicudi, mentre il piccolo Igromide Helicotricha carusoi Giusti et al. popola l’intero arcipelago, inclusi numerosi isolotti minori.
Tra i Ragni, il Disderide Harpactea aeoliensis Alicata è noto per la sola isola di Lipari.
Gli Insetti comprendono un maggior numero di endemiti: il Blattario Ectobius aeoliensis Failla & Messina è presente a Lipari, Filicudi e Salina, mentre il congenerico E. filicensis Failla & Messina è noto esclusivamente per quest’ultima, dove sembra confinato su Monte Fossa delle Felci; l’Omottero Adarrus aeolianus D’Urso è segnalato per le praterie a graminacee di Panarea, Salina e Lipari; il Coleottero Carabide Ocys beatricis Magrini et al. è stato finora trovato in una sola località di quest’ultima, mentre il Melolontide Anoxia matutinalis ssp. moltonii Sabatinelli e il Tenebrionide Nalassus pastai Aliquò et al. risultano esclusivi di Vulcano; più diffusi sono i Curculionidi Otiorhynchus meligunensis Magnano e Pseudomeira aeolica Bellò et al., presenti in più di un’isola dell’arcipelago, come pure l’unica farfalla endemica delle Eolie, il Satiride Hipparchia leighebi Kudrna; di Lipari, infine, è stata recentemente descritta una mosca della famiglia Efidridi, Allotrichoma pseudolaterale Raffone.
