Inquadramento generale
GEOGRAFIA
L’arcipelago delle Isole Eolie si trova nel settore orientale del Tirreno meridionale, a Nord della Sicilia, in un’area compresa tra 38°21’54” e 38°48’40” di latitudine Nord e tra 14°20’35” e 15°14’70” di longitudine Est di Greenwich.
Le isole, in ordine di grandezza, sono: Lipari (37.3 Km2), Salina (26.4 Km2), Vulcano (20.9 Km2), Stromboli (12.2 Km2), Filicudi (9.5 Km2), Alicudi (5.1 Km2) e Panarea (3.3 Km2); a E-NE di quest’ultima si trova inoltre un gruppo di isolotti, che comprende Basiluzzo (0.29 Km2), Lisca Bianca (0.041 Km2), Dattilo (0.028 Km2), Bottaro (0.007 Km2), e altri scogli di minore estensione.
Lipari, Salina e Vulcano sono le più centrali e le più prossime tra loro, mentre più isolate e distanti si trovano Panarea e Stromboli (in direzione NE) e Filicudi e Alicudi (in direzione W). Stromboli, la più settentrionale e orientale, dista 55 km da Capo Vaticano (Calabria); Vulcano, la più meridionale, si trova a 20 Km da Capo Calavà (Sicilia).
CLIMA
La temperatura media annuale è di 18.3° C, con media mensile minima a gennaio (12.2° C) e massima in agosto (27.2° C).
La media di precipitazioni annuali si attesta intorno ai 620 mm, ma può variare molto tra le località litoranee e i rilievi delle isole, che a Salina e a Stromboli sfiorano i 1.000 m s.l.m.; il valore minimo mensile è di 6.5 mm ad agosto, quello massimo è di 160 mm a dicembre. Le precipitazioni nevose sono rarissime, generalmente limitate alle zone culminali e, quando si verificano, la loro permanenza sul suolo è alquanto breve.
La media annuale di umidità relativa è pari al 71%, con valori minimi in agosto (69%) e massimi in maggio (73%). Anche in estate si assiste a intense "precipitazioni occulte": le masse d’aria che giungono da W e NW sature di umidità incontrano la barriera delle isole, producendo un aumento sia della nuvolosità (e delle nebbie, piuttosto frequenti), sia del fenomeno della condensazione notturna.
I venti predominanti risultano quelli provenienti da NW (maestrale), talora anche molto forti, e secondariamente da SE (scirocco).
SETTEMILA ANNI DI STORIA
I più antichi insediamenti umani alle Eolie (Castellaro a Lipari e Rinicedda a Salina) sono datati agli ultimi secoli del V millennio a.C. e la loro sussistenza era strettamente legata alla lavorazione dell’ossidiana, esportata in tutto il Mediterraneo.
Durante il Neolitico e fino al XIII secolo a.C. nell’arcipelago si alternano varie culture di origine italica, siciliana o egea (Capo Graziano), il cui avvicendamento talvolta corrisponde alla sostituzione delle precedenti.
Alla fine dell’Età del Bronzo tutti gli insediamenti delle isole vengono distrutti e a Lipari si insediano gli Ausoni, di origine italica centro-meridionale; anche questo villaggio subisce una distruzione improvvisa (IX secolo a.C.), cui segue un periodo di abbandono fino a una nuova colonizzazione, avvenuta nel 580 a.C. a opera di Cnidii e Rodii.
La Lipára greca si basa su un sistema comunitario, nel quale le terre coltivabili vengono assegnate a rotazione mentre un gruppo di cittadini si occupa della difesa, grazie all’allestimento di una flotta navale che sarà artefice di numerose battaglie per contrastare il dominio degli Etruschi sul Tirreno meridionale.
Nel 252 a.C. le Eolie vengono conquistate dai Romani e la città greca interamente distrutta; un nuovo insediamento viene riedificato a partire dal II secolo a.C., e Lipari costituirà fino al VI secolo d.C. un’importante base strategica per Roma.
Intorno al VII-VIII secolo d.C. le isole si spopolano e nell’838 vengono periodicamente occupate dagli Arabi; l’avvento dei Normanni in Sicilia e l’istituzione di un monastero benedettino nell’isola (1084) mettono fine a questa fase di abbandono.
Da qui in avanti Lipari seguirà le alterne vicende storiche della Sicilia, passando sotto il dominio angioino, quello degli Aragona, fino ad essere parte del Regno di Napoli (1445).
Nel 1544 l’isola viene attaccata e occupata dal pirata Khair-ad-Din, detto il Barbarossa, che ne deporta interamente i 10.000 abitanti.
Il “sacco” di Lipari suscita notevole impressione, e gli Spagnoli promuovono la ricolonizzazione, concedendo sgravi fiscali e ristrutturando le fortificazioni del Castello.
Il rischio rappresentato dalla pirateria barbaresca, attiva nel Tirreno fino ai primi del XIX secolo, non impedisce una graduale espansione delle comunità extra moenia, e già alla fine del Settecento anche le isole più periferiche ospitano insediamenti stabili e si presentano in larga parte disboscate.
Dopo l’unità d’Italia, Salina diviene comune autonomo rispetto a Lipari (1867), per smembrarsi successivamente nei tre comuni attuali (Leni, Malfa e S. Marina).
Nel 1889 il Comune di Lipari ottiene un decreto che gli assegna la facoltà di concedere in locazione le terre demaniali pomicifere; la Chiesa si oppone e una lunga battaglia legale, conclusasi nel 1920 a favore del Comune, metterà fine all’ultima delle numerose “controversie liparitane”.
Nel frattempo, la crisi della navigazione a vela e, soprattutto, la distruzione dei vigneti a opera della fillossera sono la causa di una drammatica contrazione dell’economia isolana, che dà avvio a un forte flusso migratorio verso l’America e l’Australia.
Tra la fine del XIX e la seconda metà del XX secolo, le Eolie vedono dimezzare la propria popolazione, e nelle isole periferiche tale crollo demografico registra percentuali pari all’80-90% dei residenti.
Nel 1926 la colonia penale che esisteva nel Castello viene distrutta durante una sommossa popolare, ma il regime fascista provvede al suo ripristino, istituendo il confino di polizia ed esiliandovi numerosi oppositori.
Nel 1949, il film “Stromboli” di Roberto Rossellini restituisce un’improvvisa fama internazionale all’arcipelago; nei decenni successivi, l’avvento del turismo muterà drasticamente la struttura dell’economia e il tessuto socio-culturale delle isole.
